05 | La città della cultura contemporanea

Curiosamervaigliosa di Joan FontcubertaNegli ultimi anni  a Reggio Emilia  sono stati  realizzati importanti e nuovi progetti a carattere culturale, partendo da una visione infrastrutturale che ha visto nella fermata dell’Alta Velocità Mediopadana l’occasione per Reggio Emilia di essere al centro dei flussi nazionali  e internazionali.  Inoltre si è voluto realizzare un complesso disegno di recupero  per edifici storici quali i Chiostri di San Pietro, Palazzo dei Musei, il Mauriziano oltre che di rigenerazione urbana di un vasto patrimonio storico / architettonico, finalizzato allo sviluppo culturale, tecnologico ed economico del territorio reggiano.

Gli interventi in grado di lasciare un segno duraturo e positivo sono stati realizzati con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e supportati da altri principali attori istituzionali e culturali.

L’obiettivo è stato quello di accrescere la competitività del sistema locale e delle singole identità che lo compongono, forte dei valori di cui il territorio stesso è espressione, individuando  la produzione culturale e la contemporaneità quali elementi trainanti. Per la pianificazione e l’attuazione delle attività  e dei progetti culturali sono stati definiti nuovi temi e “una cultura che non sta al suo posto”.

Inoltre, è  stata definita una organizzazione in grado, per i diversi ruoli istituzionali e le diverse competenze, di mettere in campo progetti sinergici con le realtà, istituzioni ed esperienze presenti sul territorio come la  Biblioteca Panizzi e decentrate, i Musei Civici, il Cinema Rosebud, il Conservatorio Peri-Merulo, la Fondazione I Teatri, la Fondazione Nazionale della Danza, la Fondazione Palazzo Magnani, la Fondazione E35, Istoreco, lo Spazio Gerra, il Teatro Orologio, la Fondazione Mondinsieme e con gli enti del terzo settore e il ricco mondo dell’associazionismo.

Questa nuova modalità di programmazione integrata tra i diversi livelli della “governance”, ha garantito efficienza, competenza e capacità organizzativa.

Ho creduto che Reggio  potesse giocare un ruolo primario, nel contesto italiano, presentandosi come città del contemporaneo che spazia fra musica, cinema, fotografia, danza, architettura, teatro, arte circense, visioni, narrazioni e porta a Reggio Emilia artisti e compagnie che rappresentano il meglio della scena nazionale e  internazionale.

Per  rimarcare quanto sia fondamentale sostenere e incentivare la crescita di un sistema cittadino plurale e di qualità è stato avviato in dialogo con la comunità, un processo partecipato di confronto con il sistema territoriale, imprenditoriale e associazionistico. Per dare risposta alle esigenze e ai suggerimenti emersi dai tavoli di lavoro, che hanno coinvolto circa 400 persone provenienti da diverse realtà e istituzioni del territorio, e per rimarcare quanto sia fondamentale sostenere e incentivare la crescita di un sistema cittadino plurale e di qualità, è stato creato un nuovo bando comunale Cultura #RE che ha messo a disposizione di associazioni ed enti del Terzo settore, dal 2020 ad oggi, quasi 400.000 euro investiti su progetti culturali nei diversi ambiti disciplinari impegnati a rispondere alla promessa che nel 2020 è stata fatta alla città: la cultura non starà al suo posto.

Si è richiesto alla platea di interlocutori di immaginare nuovi temi, modi e spazi per fare e fruire cultura.

1. Cultura per tutti e tutte

Per una società che vuole favorire l’accoglienza, si è inteso promuovere progetti che incoraggiassero la partecipazione e l’inclusione, producendo azioni culturali di qualità, accessibili a un pubblico diversificato, proseguendo nel percorso della cultura per tutte le persone: anziani, bambini, persone fragili, giovani, adulti, culture e lingue diverse, generi.

 2. Sviluppo intelligente

Promuovere una realtà cittadina basata sulla conoscenza, sull’innovazione e sulla creatività, dove l’arte diventa uno strumento per interrogare le diverse rappresentazioni della realtà, invita a guardare con più attenzione, a valutare, a riflettere, creando le condizioni per generare conoscenza, comprensione e consapevolezza.

3. Produzione di arte pubblica e collettiva

L’arte “attraversa la strada” del cittadino, raccontando un pensiero e un momento storico. L’intento è quello di aggiungere bellezza al nostro tempo, attraverso la creazione di gesti artistici pubblici

4. Diritto alla Bellezza

Il Diritto alla Bellezza intende rappresentare lo specchio della città, della sua identità, dei suoi cittadini, del suo ruolo nel mondo. La cultura è la strada con la quale Reggio Emilia vuole impostare la sua idea di città: un luogo in cui la cultura è anche cultura democratica e in cui le persone sono il punto focale

5. Cultura dei diritti

Ribaltare la prospettiva riconoscendo, attraverso la cultura, il valore della fragilità e della differenza per costruire, attraverso l’ascolto, una comunità accogliente e inclusiva: si muove in questa direzione la promozione di azioni ed eventi culturali, finalizzati alla promozione della cultura delle pari opportunità, con particolare attenzione alla cultura del rispetto e delle differenze di genere, culturali e sociali.

6. Cultura come sostenibilità

Il principio del “leaving no one / and nothing behind” (non lasciare indietro nessuno), motto dell’Agenda ONU 2030, è già in realtà la “parola d’ordine” di Reggio Emilia; un territorio che ha cura di sé e della comunità, che crede nella condivisione delle responsabilità e nella relazione fra le persone, abituato alla partecipazione, che non produce scarti, ma che agisce oltre i concetti di competizione e consumo, favorendo l’incontro dell’uomo con le diverse dimensioni che lo circondano.

7. Cultura dei cento linguaggi

Reggio Emilia è la città dei 100 linguaggi e del Reggio Emilia Approach in cui bambine e bambini sono  al centro e si assume  la loro prospettiva libera, creativa, senza preconcetti e pregiudizi. Per questo, tra gli obiettivi c’è la necessità di trovare nuovi modi e nuovi percorsi per pensare alla città “con” i bambini, piuttosto che “per” i bambini.

Reggio ha un patrimonio culturale di grande valore e la sua vita culturale è molto ricca di proposte.

Il Sistema museale reggiano negli ultimi anni ha fatto rilevanti investimenti elaborando un ampio progetto di messa in valore del Palazzo dei Musei, importante luogo della comunità e della cultura cittadina, e di conservazione del patrimonio storico- artistico e naturalistico  per tramandarlo alle generazioni future.  Sono tantissime le iniziative messe in campo negli ultimi anni.

Nel giugno 2021, con l’inaugurazione del piano secondo del Palazzo dei Musei, i Musei Civici hanno concluso un lungo percorso di ripensamento delle proprie collezioni e del significato che il museo ha acquisito all’interno della comunità, nel contesto di un mondo sempre più complesso e mutevole. Un lavoro corale in cui l’architetto Italo Rota e i curatori delle raccolte hanno attivato il patrimonio del Museo in un dialogo continuo tra visioni espositive, esigenze scientifiche, sollecitazioni partecipative.

Nell’ambito del riallestimento del secondo piano di Palazzo dei Musei, si è deciso di inserire una sezione fotografica il cui spazio centrale è dedicato in modo permanente all’opera di Luigi Ghirri (1943-1992)  in collaborazione con l’Archivio Eredi Luigi Ghirri e con la Fototeca della Biblioteca Panizzi.

Ma sono tantissime le iniziative messe in campo dai musei.

Curiosa Meravigliosa realizzata nel 2022 da Joan Fontcuberta per Palazzo dei Musei,  ha proseguito  il percorso di committenza di opere ad artiste e artisti contemporanei installate nei luoghi dello spazio pubblico cittadino. L’opera pubblica, che spicca nel la facciata laterale del museo,  con il supporto della storica azienda Marazzi di Sassuolo,  è l’esito di un processo partecipativo che ha visto una chiamata pubblica rivolta dall’artista alle cittadine e ai cittadini con l’invito a condividere scatti fotografici personali sui temi della curiosità e della meraviglia.

Da anni poi si persegue l’obiettivo di sostenere la creatività e il lavoro di artiste e artisti emergenti che utilizzano il medium fotografico con il progetto Giovane Fotografia Italiana che oltre alla mostra collettiva dei 7 fotografi prescelti vede l’assegnazione del Premio intitolato a Luigi Ghirri, con l’opportunità di presentare inoltre una mostra personale del vincitore negli spazi di Triennale Milano.

“Anatomie squisite, in dialogo con Collezione Spallanzani” di Yuval Avital al Palazzo dei Musei è stata la prima mostra (2022) in ordine di tempo, nell’ambito del progetto “Il Bestiario della Terra” del Reggio Parma Festival.

Il progetto “Incontri! Arte e persone” si è sviluppato a partire dal progetto di Reggio Città senza Barriere “B. Diritto alla bellezza” che lavora sull’incontro tra creatività e fragilità, nella convinzione che questo possa essere generativo di nuove opportunità di inclusione sociale.  L’artista scelto per la tappa 2020/2021 del progetto è stato il fotografo Luca Manfredi.  Nel 2021/2022 l’invito è stato rivolto invece ad Alessandra Calò e quest’anno a Pamela Cocconi, in arte PAMCOC.

Nel settembre 2023, in occasione dell’anniversario della nascita del poeta Ludovico Ariosto, i Musei Civici di Reggio Emilia hanno inaugurato, presso il Mauriziano, Furiose Interazioni, il primo dimostratore tecnologico della Fondazione TICHE.

Oltre alla mostra dedicata a Zavattini, a tre anni dalla scomparsa, i Musei Civici hanno celebrato la figura di un intellettuale e creativo reggiano cui la città deve molto con la mostra Giulio Bizzarri. Arte Divertissement Pubblicità.

Molti sforzi sono stati fatti per rendere i Musei Civici maggiormente accessibili e inclusivi cercando di eliminare le barriere alla fruizione culturale e di porre al centro l’attenzione verso il visitatore. Grazie al bando PNRR per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei è stato ottenuto il finanziamento per realizzare diversi interventi sia strutturali che strumentali. L’ingresso a tutte le sedi museali, in totale sintonia con questa policy, continua ad essere gratuito. Si è lavorato inoltre per offrire esperienze diversificate individuando metodi, strumenti e linguaggi differenti con un approccio partecipativo per rispondere alle esigenze di pubblici diversi: adulti, famiglie, persone con fragilità e scuole. Il sistema museale comprende Palazzo dei Musei, Galleria Parmeggiani, Museo del Tricolore, Museo della Psichiatria, Mauriziano di cui è stato completato l’iter per il recupero e la valorizzazione.

Il nostro sistema bibliotecario, costituito oggi dalla Biblioteca Panizzi e da sei biblioteche decentrate, è stato oggetto di importanti cambiamenti e innovazioni che hanno portato, nel 2022, al conseguimento della qualifica di “Città che legge”, un riconoscimento del Centro per il libro e la lettura e Anci che certifica l’impegno nella promozione e valorizzazione della lettura nelle Amministrazioni Comunali.

Le biblioteche si confermano un servizio d’eccellenza molto frequentato dai cittadini, i quali, anche dopo mesi di chiusure a singhiozzo dovute all’andamento della pandemia da Covid-19, sono ritornati ad abitarle con rinnovata energia.

Nel 2022 è stato portato a termine il progetto di valorizzazione e promozione del complesso monumentale dei Chiostri di San Pietro finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito dell’Asse 6 Città Attrattive e partecipate del POR FESR.

I Chiostri di San Pietro, come parte integrante del sistema museale, sono diventati spazio centrale all’interno del circuito culturale e storico-architettonico della città.

Nella seconda parte del 2023 è stato avviato un nuovo progetto di promozione e valorizzazione dei Chiostri di San Pietro.

Nel 2024 il Cinema Rosebud, gestito dall’Ufficio Cinema del Comune, compie 40 anni: un’eccellenza riconosciuta nel campo della distribuzione cinematografica e non solo. Il Rosebud si conferma molto importante per quell’azione di formazione alla cultura cinematografica a tutti i livelli, per la creazione di quello sguardo libero, inclusivo e attento alle tematiche sociali e culturali oltre che per il ruolo di presidio sul territorio.

Il Rosebud è un presidio culturale e sociale che quotidianamente svolge un’attività intensa sul territorio e con le scuole. L’Ufficio Cinema, oltre alla gestione del Rosebud, si occupa di altri luoghi: in collaborazione con ARCI gestisce l’Arena Stalloni, organizza il Cinema in Piazza Prampolini.

Una posizione fondamentale hanno, inoltre, nel panorama culturale e di spettacolo reggiano lo Spazio Gerra, gestito dall associazione ICS Innovazione, Cultura e Società quale centro espositivo di produzione culturale e il Teatro Piccolo Orologio gestito dal Centro Teatrale MaMiMò: un teatro da 99 posti che organizza stagioni di altissima qualità, estremamente importante anche per la vita del quartiere Orologio, oltre a essere compagnia e scuola di teatro.

Centrale il ruolo assunto dalla Fondazione Palazzo Magnani che promuove eventi e le arti visive attraverso attività espositive e culturali nelle tre sedi di Palazzo Magnani, Palazzo da Mosto e Chiostri di San Pietro. Uno degli obiettivi della Fondazione è la valorizzazione del patrimonio della città e degli artisti locali, contestualizzati nelle mostre tematiche o con progetti a loro dedicati. Pensiamo solo al prestigioso prestito dell’Ermitage di San Pietroburgo, il “Ritratto di giovane donna” di Antonio Allegri detto il Correggio, alla storia dell’ornamento, alla mostra dedicata a Zavattini, alla mostra sui primi dieci anni di carriera dell’illustratrice di origine reggiana Olimpia Zagnoli a “L’Arte Inquieta. L’urgenza della creazione”  che è diventata un grande progetto di lavoro corale della città di Reggio Emilia. Inoltre la mostra “Orizzonti Del Corpo. Arte/Danza/Realtà Virtuale”, nata dalla collaborazione tra Fondazione Palazzo Magnani e Fondazione Nazionale della Danza – Aterballetto. Il progetto ha unito infatti arti visive, performative e tecnologia immersiva in un continuo scambio: l’arte, con le opere di tredici artisti contemporanei; la danza, con le sei MicroDanze ideate da cinque coreografi internazionali e la tecnologia, con strumenti virtuali e immersivi.

Le mostre d’arte possono diventare luoghi di espressione e di ricerca per soggetti fragili e per chi lavora con loro. Reggio Emilia è già da tempo posizionata a livello nazionale come una delle città più attente alla persona e alle sue necessità: la Fondazione Palazzo Magnani condivide questa sensibilità e, oltre ad affrontare il tema delle barriere architettoniche, si è impegnata a progettare percorsi con gli operatori dei servizi alla persona e con le persone fragili.

Le esperienze di Welfare Culturale realizzate a Reggio Emilia fin dal 2017 sono state presentate a marzo 2023 in un convegno di due giorni dal titolo Modelli di welfare culturale tra evidenze scientifiche e necessità di nuove politiche, che ha rappresentato il trampolino di lancio delle progettualità future.
Osservazione e valutazione dell’impatto secondo metodologie condivise a livello internazionale saranno il lavoro dei prossimi mesi attraverso la ricerca, avviata in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia “Inclusive Culture & Arts (ICA): l’impatto della cultura e dell’arte sul benessere e sull’inclusione sociale delle persone con disabilità”.

Accessibilità, inclusione, reti e pubblici differenziati, sostenibilità. Potrebbero essere queste le parole chiave dell’attività della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, istituzione che in questi anni ha voluto ribadire la sua centralità e funzione a partire da un principio: quello di essere uno spazio pubblico, un teatro aperto alla città e alla sua comunità. Un approccio strategico certamente modificato in corsa, causa quell’enorme e dolorosa parentesi globale chiamata Covid-19.

In questi cinque anni è stata restituita alla città, dopo 30 anni di chiusura, la nuova Sala Verdi, interessata da un complesso lavoro di recupero e restauro che l’ha trasformata in uno spazio dedicato alla produzione e alla creatività, all’incontro con le nuove generazioni.
Attenta all’inclusione, la Fondazione I Teatri, negli anni, si è impegnata a presentare oltre alle tradizionali stagioni e al Festival Aperto, progetti che coinvolgono artiste e artisti con disabilità, per creare insieme spettacoli innovativi. Ma non solo. L’obiettivo è quello di creare eventi il più possibile accessibili a pubblici con disabilità: come è il caso di alcuni spettacoli con audio descrizioni e preceduto da tour tattili della scena pensati per persone ipovedenti. Molti sforzi sono poi orientati al coinvolgimento delle nuove generazioni.

La Fondazione Nazionale della Danza /Aterballetto è un altro vanto cittadino. È  il primo Centro Coreografico Nazionale istituito in Italia nel 2022 per riconoscimento del Ministero della Cultura. Il nuovo progetto  ha iniziato immediatamente a prefigurare un ruolo diverso nel panorama nazionale e internazionale, e un’articolazione creativa orientata verso spazi, partner, pubblici e temi completamente nuovi. La compagnia Aterballetto attivissima in tournée internazionali, attualmente propone nuove produzioni di coreografi di fama internazionale ed emergenti e la riproposizione di un selezionato repertorio d’autore.

Il CCN/Aterballetto si propone di stimolare la diffusione di una cultura della danza e della sua connessione con altri ambiti della società contemporanea, in Italia e all’estero. Questo ha comportato una continua attività di ricerca e sviluppo, svolta con numerosi partner, in ambito di innovazione tecnologica e fragilità sociale. Con questo spirito il CCN/Aterballetto, attento ai temi sociali, ha messo  in dialogo corpi disabili con quelli dei propri danzatori, nell’interesse del significato stesso di virtuosismo oltre i codici più evidenti, evitando la riduzione dei progetti a logiche semplicemente “inclusive”. Da qui la scelta di affidare la creazione artistica a interpreti e coreografi significativi, imponendo però nuovi canoni di virtuosismo e bellezza.

L’ampio progetto “Danza&Fragilità” del 2019 ha aperto la strada verso nuovi orizzonti che il CCN/Aterballetto continua a guardare sia producendo creazioni con artisti disabili, che entrano in repertorio, sia organizzando eventi, laboratori e corsi di alta formazione legati al mondo della disabilità (come Over Limited edizioni 2021/22 e 2023/24).

Tra gli eventi più attesi in città consolidati o progettati negli ultimi anni ricordiamo Fotografia Europea, festival internazionale dedicato alla fotografia contemporanea nato nel 2006 e dal 2017 organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia. Il festival è ormai posizionato come il più importante festival di fotografia in Italia, e non solo: l’edizione 2022 ha vinto il premio come Photo Festival of the Year ai Lucie Awards di Los Angeles.

Ma non posso non citare Fotofonia (progetto musicale a cura di Max Casacci, produttore e fondatore dei Subsonica, nell’ambito di Fotografia Europea) e Reggionarra, progetto che ha visto negli anni una crescente collaborazione da parte di istituzioni pubbliche e private del territorio. A primavera coinvolge tutta la città (musei, biblioteche, teatri, scuole, piazze, parchi, strade, edifici monumentali, esercizi pubblici) per trasforma Reggio Emilia nella “città delle storie”. Reggionarra si sviluppa nell’arco dell’anno con diversi appuntamenti. A primavera coinvolge tutta la città (musei, biblioteche, teatri, scuole, piazze, parchi, strade, edifici monumentali, esercizi pubblici) per trasforma Reggio Emilia nella “città delle storie”.

Restate, la tradizionale rassegna realizzata nei mesi estivi vede la produzione di spettacoli teatrali, di danza, concerti e conferenze nelle piazze, nei parchi e nei luoghi della cultura che negli ultimi cinque anni ha visto l’organizzazione di 130 eventi.

Oltre a questi sono orgogliosa di avere contribuito a fare atterrare nella nostra città festival importanti come Internazionale Kids, il festival del mensile Internazionale che pubblica in italiano i migliori articoli dei giornali di tutto il mondo per lettrici e lettori dai 7 ai 13 anni. Tre giorni di incontri e scoperte nei luoghi più suggestivi della città per parlare di attualità, diritti, sport, ambiente, informazione, alimentazione, cultura, libri, tecnologia, musica e molto altro per un pubblico dai 7 anni anni in su e loro famiglie.

Ma anche Emergency, il festival, che giunge nel 2024 alla sua quarta edizione,  che  porta nelle piazze di Reggio Emilia tre giorni di incontri aperti e gratuiti con la partecipazione di artisti, scrittori, giornalisti, sociologi, pedagogisti, ricercatori, linguisti, musicisti, cantautori, registi e operatori di Emergency. che offrono occasioni di riflessione sui confini del nostro tempo, le contraddizioni di internet, le pratiche di solidarietà, le conseguenze della crisi climatica su diritti e giustizia sociale fino alle trasformazioni che oggi riguardano le nostre comunità.

Reggio Emilia, al di là delle molteplici iniziative che la vedono protagonista dall’arte alla fotografia, dalla lirica alla musica, al cinema, è considerata unanimemente la città italiana della danza per la sua pionieristica riscoperta di quell’arte nobile e antica che è la danza teatrale.

Se le radici di questo primato spettano principalmente alle stagioni di danza e al Festival Aperto, organizzati dalla Fondazione I Teatri e all’attività della Fondazione nazionale della Danza – compagnia Aterballetto, non da meno sono le attività di altre compagnie cittadine e di una miriade di scuole a cui corrisponde la crescita vertiginosa del pubblico di appassionati. A marzo ho voluto sostenere un autentico evento coreutico che diventerà annuale REGGIO EMILIA DANZA, nato da un’idea di due danzatori e maestri riconosciuti come Dorian Grori e Kledi Kadiu, e realizzato con il sostegno di Mapei Stadium Città del Tricolore. Un evento dal respiro nazionale rivolto a tutti gli appassionati di danza che ha visto al Teatro Ariosto la partecipazione di tanti allievi provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero condotto sotto la guida di uno staff di insegnanti e coreografi internazionali con alle spalle un curriculum che spazia dal teatro alla televisione: Dorian Grori, Kledi Kadiu Michele Merola, direttore artistico e coreografo principale della MM Contemporary Dance Company e Sveva Berti, direttrice della compagnia Aterballetto e molti altri professionisti.

La via della cultura

Tutte le attività e azioni intraprese si potrebbero collegare dando vita  all’idea della  Via della Cultura. La linea della Cultura comincia dal Museo del Tricolore, passa per Via Farini dove è situata la Biblioteca Panizzi, sfocia in Corso Garibaldi, con Palazzo Magnani, prosegue verso piazza Gioberti e la zona retrostante il parcheggio Zucchi, con lo Spazio Gerra. Tocca Piazza della Vittoria e Parco del Popolo con l’Università, la Galleria Parmeggiani, la Biblioteca delle Arti, i tre Teatri (Ariosto, Valli e Cavallerizza) e Palazzo dei Musei, poi scende verso via Roma e via Dante coinvolgendo l’Istituto Musicale Peri, i Chiostri di San Domenico,  Palazzo da Mosto e i Chiostri di San Pietro. Da lì, risale verso via Eritrea, via IV Novembre e Via Turri, attraversando la piazza Domenica Secchi e il Caffè Reggio, fino ad arrivare al Binario49, per poi risalire verso il Parco Innovazione e il Centro Internazionale Malaguzzi oltre la linea Ferroviaria. Tutti questi luoghi potranno essere messi in dialogo fra loro affinché una proposta culturale, di alto livello, in continuo scambio rispetto a contenuti e obiettivi sia sempre più in grado di fare circolare persone, di favorire incontro, di incentivare densità di eventi e di diventare “prodotto turistico”.